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Cari amici del mondo,

 

All'inizio del 2025, il mondo è in uno stato di agitazione e confusione, vorrei esprimere la mia sincera gratitudine a tutti coloro che stanno lavorando duramente per l’abbandono dell'energia nucleare in tutto il mondo.

 

L'estate scorsa ho avuto l'opportunità di entrare nella zona vietata e di tornare a viverci. L'ospedale, dove più di 50 pazienti sono morti durante il duro processo di evacuazione, era coperto da fitti alberi ed erba. Nella casa di riposo, letti, pannolini, medicine e documenti erano sparsi, a dimostrazione dello stato intatto dell'evacuazione in tutta fretta.

 

Il menù del pranzo dell'11 marzo era scritto su una lavagna. Nella scuola elementare, su ognuno dei piccoli banchi di legno, era collocato un dizionario. Sono stati abbandonati gli zaini, le scarpe, i secchi per lavare i pennelli, le biciclette e i caschi che erano crollati. Quattordici anni fa, qui c'era sicuramente vita, ma ora non c'è più nessuno. I luoghi del genere esistono ancora.

 

Solo un numero molto limitato di persone sta tornando nei luoghi in cui l'evacuazione è stata revocata. Le case che hanno dovuto essere abbandonate vengono demolite una dopo l'altra. Ho visto cancelli e magazzini che sembrano beni culturali costruiti nel periodo Edo e anch'essi sono stati demoliti. Accanto a queste case, sono stati costruiti gli alloggi per sopperire al disastro; qui vivono anche le famiglie con i figli provenienti da luoghi al di fuori dalla prefettura. Secondo i residenti, anche all'interno delle case il livello di radiazioni è di 0,3μSv/h, 5-10 volte superiore a quello precedente l'incidente. Al di là della recinzione delle case c'è una zona vietata nella quale non è possibile tornare a vivere. Un tale ambiente non potrà mai essere considerato sicuro.

 

Nel frattempo, dalla bozza del Settimo Piano Energetico di Base del Giappone viene eliminata la frase “ridurre la dipendenza dall'energia nucleare”, e il ritorno all'energia nucleare è fortemente visibile. Avendo vissuto l'incidente nucleare di Fukushima, tuttora in corso, e il terremoto della penisola di Noto dello scorso anno, è emerso chiaramente che se si verificasse un incidente nucleare sarebbe impossibile evacuare o rimanere a casa, eppure non si riesce a capire la follia di scegliere l'energia nucleare come fonte energetica.

 

Dopo le cause intentate da molte vittime per risarcimenti e per cercare la responsabilità dell'incidente, nel 2022 la Corte Suprema ha stabilito che lo Stato non è responsabile. In seguito, la collusione tra i giudici della Corte Suprema e la TEPCO è stata rivelata dai giornalisti. Il sistema giudiziario giapponese si trova in una situazione molto critica e le vittime dell’incidente nucleare devono affrontare la grande difficoltà. La sentenza di assoluzione da parte della Corte Suprema ha creato un precedente e le sentenze successive si sono allineate alla decisione del tribunale di grado superiore per le cause intentate dalle vittime dell’incidente nucleare.

 

Sebbene sia stato riportato che 0,7 grammi di detriti di combustibile nucleare sono stati rimossi con successo, ci sono stati diversi fallimenti che hanno messo in luce la difficoltà di lavorare con alte dosi di radiazioni così come la sciatteria della gestione del lavoro della TEPCO, compreso il fatto che i dipendenti della TEPCO non erano presenti per controllare l'assemblaggio dell'attrezzatura telescopica per la rimozione dei detriti. Nonostante tutti ritengano impossibile raggiungere lo smantellamento per il 2051, senza considerare la definizione di un periodo di decadimento delle radiazioni, la tabella di marcia per lo smantellamento non è stata rivista.

 

La TEPCO e lo Stato, che hanno iniziato a scaricare forzatamente l'acqua contaminata in mare, stanno per procedere con lo spargimento del terriccio contaminato, che, a detta loro, sarà utilizzato per la “ricostruzione e il riciclaggio”. È in corso una campagna pubblicitaria per convincere tutti, soprattutto i giovani, rispetto alla garanzia di sicurezza dalle radiazioni e del fatto che le procedure definite scientifiche approvate dal governo sono sicure ed efficaci.

 

Sulle coste disabitate, sotto lo slogan della “ricostruzione”, sono sorti edifici di aziende e di centri di ricerca con tecnologie all'avanguardia, ignorando se le vittime hanno realmente bisogno di questi, utilizzando grandi quantità di fondi previsti per la ricostruzione. L'incidente nucleare è un calpestamento dei mezzi di sussistenza, delle terre natali e dei diritti umani. Davanti alla situazione attuale, dopo i 14 anni dell’incidente, io mi sento persa perché non riesco a capire cosa succederà a Fukushima.

 

Ma il freddo dell'inverno è passato e i segni della primavera sono quasi arrivati. È proprio in momenti come questi che voglio riempire il mio cuore di tante cose belle e avere gli occhi lucidi per vedere fino in fondo la verità. E vorrei continuare a fare quello che posso, con il pensiero rassicurante che ci sono molti amiche e amici nel mondo che oggi lottano tenacemente per un mondo libero dal nucleare.

 

Fukushima, il marzo 2025

 

Ruiko Mutō

 

Rappresentante dei querelanti per i processi penali contro i dirigenti della TEPCO

http://kokuso-fukusimagenpatu.blogspot.com/p/blog-page_5112.html

http://hidanren.blogspot.com

 

(Ponte fra Italia e Giappone - TomoAmici)

 

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